Polonia in UE

 

Le aspirazioni ad aderire alla Comunità Europea, che risalgono al periodo immediatamente successivo agli avvenimenti del 1989, hanno portato, nel dicembre del 1991, alla firma dell’Accordo Europeo, che ha sancito l’associazione della Polonia con la Comunità Europea. Nell’aprile del 1994 il governo polacco ha presentato la domanda formale di adesione e tre anni dopo ha aperto i negoziati, che ha chiuso il 13 dicembre 2002, durante il vertice del Consiglio dell’UE di Copenaghen. Il 1 maggio 2004 la Polonia, insieme ad altri 9 paesi, è diventata ufficialmente membro dell’UE. Senza nessun dubbio l’allargamento dell’Unione Europea è un evento storico che pone fine a secoli di divisioni. L'Europa riunita sarà un continente più forte, più democratico e più stabile, con un mercato unico che conferirà vantaggi economici a tutti i suoi 450 milioni di cittadini. Basti pensare, che, secondo la Commissione Europea, l’adesione all’UE incrementerà fino all’1 % la crescita annua extra di ogni nuovo paese nel corso dei primi dieci anni successivi all’adesione. La percentuale di crescita in altri Stati membri, pur attestandosi su livelli inferiori, sarà comunque significativa. Il mercato unico dei “25” offrirà alle società dell’UE maggiori opportunità imprenditoriali, creerà nuovi posti di lavoro e genererà un gettito fiscale che potrà essere impiegato dai governi per programmi prioritari. I nuovi Stati membri resteranno mete importanti per gli investimenti da parte di altri paesi UE, così come per le loro esportazioni di capitali e beni da consumo.

 Il documento che definisce le condizioni in base alle quali la Polonia è divenuta il membro dell’UE è il Trattato di adesione. Il Trattato è unico per tutti e dieci nuovi Paesi membri - negli allegati si trovano le disposizioni riguardanti ogni paese. Per consultare gli Atti relativi all'adesione della Repubblica di Polonia all'Unione Europea visitare il sito:

http://europa.eu.int/eur-lex/it/archive/2003/l_23620030923it.html

 

Primo anno dalla adesione della Polonia all'UE - fonte UKIE, versione in lingua inglese